Con il tempo, ho imparato una cosa fondamentale sulle valigie: devono essere leggere. Bisogna infilarci dentro solo le cose davvero importanti. Leggerezza ed essenzialità.
«Planare sulle cose dall’alto, senza macigni sul cuore», come scriveva Italo Calvino.
La scena si presenta come una stanza con un grande baule, una valigia, delle fotografie. Il protagonista Michele, ritrovando oggetti e foto, si apre alla narrazione. Tra ricordi sognanti, si alternano dottori, palloncini, zii, compleanni, biciclette, divenendo tutti parte di un grande gioco. Ormai adulto, Michele ci svela con ironia e leggerezza quel segno particolare che gli ha segnato la vita, facendoci riflettere sull’importanza di ogni particolarità.
A partire dall’esperienza dell’autore con la propria diversità, l’attività guida i partecipanti a mettersi in gioco e a sperimentare la narrazione come strumento di consapevolezza e crescita.
Età
9 -11
Testi di riferimento
Il mio segno particolare (Rizzoli)
