Oberosler

Andrea Oberosler: la magia di illustrare la realtà

“C’è un momento preciso in cui una linea tracciata a matita smette di essere solo un segno e diventa un mondo a sé. Un universo che, pur non esistendo nella realtà, ci appare assolutamente tangibile, non appena posiamo lo sguardo sulla pagina”. È questo il cuore pulsante del lavoro di Andrea Oberosler, illustratore freelance trentino con oltre venti libri all’attivo, Presidente dello studio d’Arte Andromenda e docente in prestigiose accademie a Firenze e Verona. Conosciuto per la sua spiccata sensibilità verso le atmosfere gotiche, Oberosler ha recentemente dato forma e colore a “Nonso”, lo splendido albo scritto da Giulia Risari edito da Sabir. 

Ma cosa si nasconde dietro la scrivania di chi dà vita alle storie?

Per un illustratore, la sfida più complessa non consiste nel riprodurre ciò che è già visibile a tutti, bensì evocare l’inesistente. Il disegno possiede il potere quasi magico di rendere concreta la fantasia, spingendo il lettore a domandarsi dove finisca la finzione e dove inizi la realtà. Questo gioco visivo si fa ancora più profondo quando l’immagine incontra la parola. “Un bravo illustratore – afferma Oberosler durante la nostra intervista – non si limita a ricalcare ciò che le parole raccontano, ma scava tra le righe per dare forma a ciò che le parole nascondono, offrendo voce ai silenzi e una sfumatura ai non detti dalla storia”. In “Nonso”, l’artista è riuscito a tradurre concetti astratti in immagini intense, che hanno richiesto un delicato equilibrio tra la precisione del tratto e la libertà dell’immaginazione. Dopotutto, raccontare le emozioni senza cadere nei clichè è la vera prova del nove per un maestro della matita. 

Alla domanda, su come sia possibile raffigurare la felicità senza ricorrere al classico disegno di un sorriso, l’illustratore risponde con entusiasmo: “è proprio qui che l’illustrazione diventa pura poesia, trovando strade alternative attraverso i colori, le luci, i dettagli dell’ambiente e la postura di un personaggio”.

Se la scrittura e il disegno sono strumenti per interpretare il presente, essi si rivelano anche un mezzo potente per sognare di modificarlo. Se Oberosler avesse il potere magico di usare la sua matita sul mondo reale, la userebbe per cancellare le ingiustizie e disegnare lealtà e amicizia al loro posto, trasformando un foglio bianco in un manifesto di cambiamento. Nel frattempo, attraverso le sue lezioni rivolte ai futuri designer e i suoi laboratori dedicati a grandi e bambini, continua ad insegnare una lezione fondamentale: le immagini non servono solo a decorare i libri, ma ad aprire finestre segrete sulla nostra anima.  Usciamo da questa intervista con una certezza: la matita di Andrea Oberosler non serve solo a riempire i fogli, ma sa dare voce a ciò che non si vede. Dialogare con lui ci ha ricordato che guardare il mondo con gli occhi dell’arte significa saper scorgere la meraviglia nei silenzi e la luce dentro le ombre.

Maya Caposeno Torres

Giuseppe Pugliese

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