Sotto una coperta di storie…
Ha esercitato la sua professione di Raccontalibri in Italia, anche in Europa, addirittura fuori dal nostro continente: a Cuba, in Etiopia, in Cambogia, in Birmania. A febbraio, ci racconta, gli piacerebbe tanto poterlo fare anche a Hanoi, in Vietnam. Ora, viene da chiedersi: ma come fa a conoscere tutte queste lingue straniere? Sergio spiega: «Non le conosco! Ma racconto le storie dei libri attraverso il “Grammelot”, il linguaggio scenico che usa l’interazione fra i gesti e l’intonazione di fonemi simili alla lingua locale. E i bambini, nel loro immaginario magico, capiscono. È così che la narrazione, la lettura diventano dono. Dono che si fa al bambino. Dono che anche un genitore che legge una storia può fare a suo figlio: regalare affetto attraverso le parole di una storia». Da sempre, il desiderio più grande di Sergio il Raccontalibri è quello di diffondere il più possibile il virus della lettura. Così, tra le altre iniziative, nel 2008, si è inventato le “Notti bianche per lettori insonni”, letture animate per ragazzi insonni dai8-10 anni, che organizza nelle classi delle scuole, nelle biblioteche, persino nelle stanze del municipio. .Lui parte con una valigia carica di circa 140 librii! Bisogna portarsi: spazzolino da denti, dentifricio, una torcia, acqua, sacco a pelo e un libro, che è la chiave – il “trucco”, l’”imbroglio”, come spiega giocoso ai suoi bambini e bambine insonni – per ottenere il permesso dai genitori di uscire fuori di casa. Il Raccontalibri parla di libri fino a mezzanotte e poi parte la grande notte della lettura, Sergio legge un libro finché tutti non si sono addormentati: «L’ultima volta abbiamo fatto le due e mezzo! E alle sette del mattino, sono venuti subito a svegliarmi, perché volevano altre storie!».
D’altra parte, come sostiene Sergio… il Raccontalibri: lettori non si nasce ma si diventa!
