IO SONO VIOLETA CUORCONTENTO

Omaggio a Violeta Parra
Reading con musica a partire dal libro omonimo
di Ana María del Río ‐ traduzione di Teresa Porcella
illustrazioni di Karina Cocq, Biblioteca Nacional de Chile
Spettacolo prodotto con il patrocinio dell’Ambasciata Cilena in Italia
Musiche: Violeta Parra, Luis Advis
Ideazione, voce e regia: Teresa Porcella
Arrangiamenti e chitarra: Gianni Cammilli
Percussioni: Leonardo Marcantonio

Violeta Parra era un’artista a tutto tondo: spaziava dalla scrittura poetica alla musica, dalla pittura alla tessitura.
Partita dai ritmi codificati della musica popolare cilena, fu capace di approdare alla creazione di canzoni e operette al limite della dodecafonia, così pure nel tessere le sue arpilleras, i suoi arazzi, che le consentirono di essere la prima artista sudamericana ad esporre al Louvre, Violeta inventò nuovi tipi di punto, per cucire, in modo originale e fecondo, la vita del suo amato Cile. Sperimentava e innovava sempre. E in questo suo cammina cammina dentro le strade dell’arte, la geografia dell’anima finì per coincidere sempre più con quella degli affetti e della sua terra. Fino alla creazione della sua “Carpa della Reina”, il teatro‐tenda che volle costruire alla periferia di Santiago per accogliere il popolo cileno dentro la sua casa delle arti. Lì, suonava, cantava e cucinava per i suoi avventori, a segnalare che poesia, musica e arte sono nutrimento per l’anima e che perciò, anche simbolicamente, andavano consumati e condivisi con gli amici, così come si fa con quell’altro cibo, cui tutti diamo il privilegio della compagnia. Per lei l’arte era davvero Convivium: banchetto che implica la gioia della festa e della folla.

Da dove arrivava la forza e l’originalità creatrice di questa donna piccola e determinata? Da dove il desiderio di compagnia nei suoi voli attraverso i cieli dell’arte? Sicuramente dalla sua infanzia e dalla sua gioventù, vissute in giro per il Cile con i suoi numerosi fratelli, un padre maestro elementare, musicista e cantante, e una madre sarta, cantante anche lei, capace di tenere salda l’unione di una famiglia complessa e numerosa. Di quest’infanzia feconda, Violeta dà testimonianza nelle sue Decimas e in alcune delle sue canzoni più famose. Il testo di Ana María del Río attinge a piene mani dalla scrittura di Violeta e crea un percorso narrativo capace di restituire appieno non solo i fatti, ma anche lo sguardo curioso e libero con cui la Parra attraversò le vicende e i luoghi dei suoi primi anni di vita, fino all’adolescenza. Lo spettacolo, intrecciando la scrittura e la musica di Violeta con il racconto di Ana María del Río, rinsalda e amplifica il quadro identitario di una delle figure femminili più energiche e vitali del ‘900 mondiale, fotografandolo nel momento più fertile del suo dipanarsi: quell’infanzia verso cui tutti maturiamo.

Share Button